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Quando deve essere eseguita una sentenza di condanna a pena detentiva, il pubblico ministero emette ordine di esecuzione con il quale, se il condannato non è detenuto, ne dispone la carcerazione.

L'ordine di esecuzione contiene le generalità della persona nei cui confronti deve essere eseguito e quanto altro valga a identificarla, l'imputazione, il dispositivo del provvedimento e le disposizioni necessarie all'esecuzione. L'ordine è notificato al difensore del condannato.

Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni o sei  anni nei casi di tossicodipendenze, il pubblico ministero ne sospende l'esecuzione.  L'ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore, con l'avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie, volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione :  l' avviso informa altresì che, ove non sia presentata l'istanza, o la stessa sia inammissibile, l'esecuzione della pena avrà corso immediato.  

In ogni caso la sospensione dell'esecuzione non può essere disposta : nei confronti dei condannati per i delitti di cui all' articolo 4-bis dell' Ordinamento Penitenziario (O.P. - legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, la c.d. Legge "Gozzini"), nonché per i reati di incendio boschivo, furto pluriaggravato e per tutti i delitti in cui ricorre l' aggravante di aver commesso il fatto per chi si trova illegalmente sul territorio nazionale, nonché nei confronti di coloro che, per il fatto oggetto della condanna da eseguire, si trovano in stato di custodia cautelare in carcere nel momento in cui la sentenza diviene definitiva.

L'istanza deve essere presentata dal condannato o dal difensore al pubblico ministero, il quale la trasmette, unitamente alla documentazione, al tribunale di sorveglianza competente in relazione al luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero . La sospensione dell'esecuzione per la stessa condanna non può essere disposta più di una volta, anche se il condannato ripropone nuova istanza sia in ordine a diversa misura alternativa, sia in ordine alla medesima, diversamente motivata.

Qualora l' istanza non sia tempestivamente presentata, o il tribunale di sorveglianza la dichiari inammissibile o la respinga, il pubblico ministero revoca immediatamente il decreto di sospensione dell' esecuzione.   Quando è provato o appare probabile che il condannato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'avviso, il pubblico ministero può assumere, anche presso il difensore, le opportune informazioni, all'esito delle quali può disporre la rinnovazione della notifica.

Se il condannato si trova agli arresti domiciliari per il fatto oggetto della condanna da eseguire, il pubblico ministero sospende l'esecuzione dell'ordine di carcerazione e trasmette gli atti senza ritardo al tribunale di sorveglianza perché provveda alla eventuale applicazione di una delle misure alternative.  Fino alla decisione del tribunale di sorveglianza, il condannato permane nello stato detentivo nel quale si trova e il tempo corrispondente è considerato come pena espiata a tutti gli effetti. 


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