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LA CONCILIAZIONE  (O MEDIAZIONE CIVILE).

La conciliazione (o mediazione civile) è la  novità introdotta dal decreto legislativo  n. 28 del 4 marzo 2010, come modificato dalla legge 9 agosto 2013 n° 98, con cui viene regolato il procedimento volontario di composizione stragiudiziale delle controversie civili, il cui enorme numero provoca le insostenibili lungaggini giudiziarie e la periodica condanna dell' Italia da parte della Comunità Europea. 

Pertanto, chiunque voglia intraprendere un giudizio civile in cui si verta in tema di diritti disponibili in materia di
condominio, proprietà e altri diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato, affitto di aziende,  contratti assicurativi, bancari e finanziari, risarcimento  dei danni derivanti da responsabilità medica e sanitaria e risarcimento dei danni derivanti da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, deve preventivamente esperire  il tentativo di conciliazione innanzi ad un organismo a ciò deputato che ha una durata non superiore a tre mesi,  sia prima che durante il processo.

Ma anche per le altre materie, facoltativamente, è possibile chiedere la conciliazione.  

Nella mediaconciliazione a garantire la tutela delle parti e l' imparzialità nel fare raggiungere un possibile accordo è il Conciliatore designato.

Se il tentativo fallisce il Conciliatore redige un vernale negativo e la parte può rivolgersi al giudice, se, invece, riesce, il Conciliatore redige un verbale positivo, con tutte le clausole ed il documento, omologato dal Tribunale,  ha valore di sentenza, tanto da poter essere utilizzato nell' esecuzione forzata e nell' iscrizione di ipoteca. 

Vi è poi la mediazione 
demandata dal giudice q
uando il processo è stato avviato, anche in sede di giudizio d'appello, il quale potrà valutare se rimettere le parti a ricorrere agli organismi di mediazione, in base allo stato del processo, alla natura della causa e al comportamento delle parti, così da non favorire dilazioni.

In ogni caso il tentativo di conciliazione (volontario o delegato dal giudice) deve essere demandato ad un organismo a ciò deputato e che deve avere tutti i requisiti previsti dalla Legge per garantire imparzialità ed efficienza. 


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